martedì 30 giugno 2009

DISCESA VERSO LA PAURA


Primavera 2004. Partecipo ad uno stage di corsa in Valle d’Aosta durante il quale ogni giorno sono previste due uscite con grado di difficoltà crescente. I tratti in discesa costituiscono solo una fase di relativo recupero se non addirittura un saggio di velocità lanciata. Riaffiorano i ricordi della ‘Scuola di Volo’ che avevamo istituito da bambine durante i soggiorni in montagna.

Estate 2009. Partecipo ad una non compentitiva a Pove del Grappa (VI) con dislivello altimetrico di 1.000 mt. Non succede nulla di particolare: non cado, non inciampo, nemmeno scivolo; sento solo il terreno cedevole, le scarpe slittano sulle pietre a causa della pioggia notturna, sotto le suole i sassi si sono trasformati nei chiodi di un letto da fachiri. Il tratto in discesa sembra diventare uno strapiombo e affiorano paure mai provate. Ecco il mio ‘muro’, anche se assomiglia di più alla torre campanaria di James Stewart ne La donna che visse due volte.

Secondo me il modo migliore per vincere le proprie paure è affrontarle. Domenica prossima nuova corsa in montagna e intanto lettura di questi due estratti.

Correre in discesa sembra facile, ma non è così. I tratti in pendenza non vanno affrontati istintivamente perché si rischia di adottare una tecnica scorretta, che sollecita eccessivamente muscoli e articolazioni.

Gli errori da evitare

Busto troppo arretrato con conseguente appoggio a gamba tesa sull’intero tallone. È il difetto più diffuso e può determinare traumi ai talloni (in parte attenuati dai sistemi ammortizzanti delle scarpe da running), traumi alla colonna vertebrale, in tutta la sua estensione, eccessiva perdita di velocità.

Azione scoordinata delle braccia. Alla ricerca del migliore equilibrio si è portati ad allargarle troppo e a muoverle in modo asincrono rispetto alle gambe.

Eccessiva contrazione dei muscoli delle spalle, del collo e trapezi (quelli che stanno tra spalle e collo).

Atteggiamento mentale "contratto", causato dalla foga di recuperare il tempo perso in salita o dal desiderio di riprendere qualche fuggitivo.

Inoltre, spesso si spinge troppo nel tratto in salita prima della discesa. Molti corridori distribuiscono male le energie perché pensano che una volta arrivati in cima sia tutto finito. Invece si deve continuare a controllare l’azione e a lavorare muscolarmente. Il problema si riduce se la gara o l’allenamento si concludono dopo la discesa o se proseguono in pianura.

Come risolvere i problemi

Busto e bacino devono essere perpendicolari al terreno. Il piede deve appoggiare non di tallone, ma con la parte più larga. La gamba nell’impatto col suolo non dev’essere tesa ma leggermente piegata. Chi ha problemi di schiena deve ridurre la velocità, specialmente nelle discese ripide, in modo da ammortizzare il più possibile, senza assumere con il corpo atteggiamenti di difesa.

In discesa come in salita le braccia servono a mantenere l’equilibrio del corpo in movimento. Non vanno tenute ferme né fatte svolazzare in tutte le direzioni. Avanzano contemporaneamente braccio e gamba opposti, gli avambracci sono tenuti vicino al corpo, leggermente convergenti. Un trucco: allargare leggermente i gomiti quando si va forte.

Non tirare su le spalle per controllare l’azione, contraendo i muscoli trapezi e quelli del collo. Un trucco: appena inizia la discesa, specialmente se la salita è stata dura, lasciare ciondolare per un attimo le braccia abbassando le spalle. Serve per rilassarsi. Se durante la discesa ci si accorge di contrarsi di nuovo, basta ripetere il movimento per un attimo. Il miglioramento è immediato.

Rilassarsi. Pensare a correre correttamente, a respirare in modo ritmico e normale. La discesa deve servire per recuperare il fiatone, mettere a punto l’assetto di corsa, concentrarsi sull’obiettivo (o avversario) da raggiungere.

Chi corre le lunghe distanze impara subito a distribuire le energie. La corsa in discesa ne richiede parecchie. I precedenti tratti in salita vanno dunque affrontati in quest’ottica, senza raschiare il barile.

Il passo giusto

Come regolare la velocità. L’azione di corsa alle varie velocità richiede il giusto rapporto tra frequenza e ampiezza del passo. Per andare piano bastano falcate piccole e lente (il ginocchio sale poco). Con l’aumentare della velocità deve aumentare la frequenza delle falcate e anche la loro ampiezza (maggiore salita del ginocchio). Tutto questo col giusto assetto di corsa. Se, ad esempio, pensando di allungare il passo ci si accorge di appoggiare di tallone, si sta allungando troppo per quel ritmo. Il passo va accorciato.

Come allenarsi a correre in discesa. Scegliere una discesa dolce, con una pendenza del 2-3%, ed eseguite allunghi (tratti di circa 100 metri partendo piano e aumentando via via la velocità), concentrandosi sulla corretta tecnica di corsa fino ad averne padronanza. Allo stesso modo, quando in allenamento si corre su un percorso misto bisogna cercare di correggere l'azione di corsa, oppure chiedere aiuto a un tecnico. In poco tempo sarà possibile farsi trascinare dalla forza di gravità e sarà automatico correre le discese in modo perfetto. Tra l’altro correndo in discesa si allena la forza eccentrica, una caratteristica molto importante per i podisti di lunga lena.

Fonte: Fulvio Massini – Correre in discesa

La discesa lunga ed in alcuni tratti ripida ed accidentata metta a dura prova l’apparato locomotore che deve essere adeguatamente allenato per affrontarla. Va quindi rispettato con particolare riguardo il principio della progressività dei carichi. In particolare, nei tratti di discesa, quando il terreno è scivoloso bisognerà acquisire la tecnica di corsa che tende a prolungare la fase di appoggio del piede, (quasi a provocare una sorta di scivolata) il che comporta una maggiore velocità ed un minore dispendio energetico.

Anche gli ostacoli naturali andrebbero affrontati senza rallentare sensibilmente l’azione di corsa. Gli atleti più esperti superano queste difficoltà adottando una tecnica che prevede tempi di contatto con il suolo molto brevi ed una fase di volo molto prolungata in modo da effettuare passi lunghi ed appoggi nei punti meno insidiosi (corsa a balzi).

Saper correre in discesa mantenendo una velocità elevata si rileva una caratterista fondamentale per il corridore di skyrunning, le statistiche dimostrano che in molte competizioni la vittoria finale privilegia quegli atleti capaci di raggiungere una maggiore velocità nella fase di discesa.

Fonte: Piero Colangelo – Podisti.net 25/05/2007

venerdì 26 giugno 2009

SEXY CHI CORRE


Dedicato a tutte coloro che vedono nell'attività fisica una sorta di annientamento della propria bellezza.
Riporto pari pari i risultati di un intrigante test, svolto su Internet dal sito scientifico Quirkology, che ha coinvolto più di seimila persone. A ognuno è stato chiesto di indicare quali attività sportive rendono più sexy una persona dell'altro sesso. Le donne preferiscono gli uomini esperti di montagna o di sport estremi. Terzi in classifica i calciatori. Più prevedibili gli uomini: preferiscono le donne che fanno aerobica, yoga o pilates.

CLASSIFICA PER LE DONNE:
Arrampicata 57%
Sport estremi 56%
Calcio 52%
Trekking/escursionismo 51%
Palestra 50%

CLASSIFICA PER GLI UOMINI:
Aerobica 70%
Yoga/Pilates 65%
Palestra 64%
CORSA 55%
Sci 53%

Fonte: Vanity Fair 06/08/2008

martedì 23 giugno 2009

LUCKY YOU!


Il premio Oscar dei maratoneti, la loro World Cup, il loro Tour de France, insomma la gara alla quale moltissimi sperano di poter partecipare almeno una volta nella vita è la Maratona di New York. Nata come una delle tante manifestazioni nel ricchissimo calendario del New York Road Runner Club, giunge quest’anno alla gloriosa 40ma edizione. Non è certo la gara nella quale realizzare un record del mondo, ma è quella in cui il mondo vuole esserci e quasi mai per velleità agonistiche. Qui alcuni raggiungono un loro traguardo, alcuni decidono che se si tratta di debutto il debutto sarà alla grande, alcuni tornano e ritornano perché è una sorta di altra dimensione difficile da spiegare a chi non c’è stato e impossibile da trovare altrove. Ed è la città che fa la maratona: se le strade del percorso fossero vuote e silenziose e i pochi passanti indifferenti al passaggio degli atleti la maratona di New York sarebbe una delle tante maratone e non LA MARATONA.

Accade molto spesso però che i sogni non siano gratis.

Tre vie portano a poter far parte di questo: una scorciatoia costosa, la meritocrazia, la fortuna.

La prima, e più semplice, consiste nell’acquistare un pacchetto viaggio da uno dei tour operator specializzati nell’organizzazione di trasferte all’estero in occasione delle principali manifestazioni podistiche. Nessuna angoscia e due soli sforzi a febbraio quello economico, a novembre quello atletico.

La seconda, più gloriosa, è quella del diritto di acquisire un pettorale per la partecipazione alla maratona direttamente dal NYRRC in quanto nei 18 mesi antecendenti la mezzanotte del I maggio (2009) e all’interno della propria categoria di età si è conclusa una gara di maratona o di mezza maratona in un tempo uguale o inferiore a quelli qui riportati:

Open (Age 18-39)**

Masters (Age 40+)**

Marathon

Half-Marathon

Marathon

Half-Marathon

Men

2:55:00

1:23:00

3:10:00

1:30:00

Women

3:23:00

1:37:00

3:38:00

1:44:00

Veterans (Age 50+)**

Veterans (Age 60+)**

Marathon

Half-Marathon

Marathon

Half-Marathon

Men

3:30:00

1:40:00

3:45:00

1:48:00

Women

3:52:00

1:50:00

4:13:00

2:00:30

Veterans (Age 70+)**

Marathon

Half-Marathon

Men

4:00:00

1:55:00

Women

4:35:00

2:11:00

La terza, più aleatoria, è partecipare alla Lottery per l’assegnazione di un pettorale gara. Molto più Las Vegas che New York, consente al banco del NYRRC di segnare nel suo registro una cifra nera data dalle quasi centomila domande di partecipazione a $ 11,00 ciascuna. Anche chi ha il diritto di acquisire il proprio pettorale con i tempi di ammissione deve comunque partecipare alla Lottery. Il sistema della Lottery è universale, vale sia per i cittadini degli Stati Uniti che per il resto del mondo. Non sono mai stati pubblicati dati o percentuali sulle assegnazioni tramite la Lottery; si fanno stime che gli eletti possano arrivare al 10%. Anche la Lottery prevede un numero jolly: infatti se per tre anni consecutivi non si è stati estratti, alla quarta partecipazione (i.e. $ 44,00 nel frattempo + eventuali aumenti) si ottiene l’assegnazione del pettorale.

Sono alla mia settima partecipazione alla Maratona di NY; prima dei 40 anni avevo tentato la sorte che mi ha snobbato e ci sono stata attraverso i tour organizzati; poi con l’età matura e un severo allenamento sono riuscita a tornarci grazie ai tempi ottenuti. MAI in questi anni avevo incontrato qualcuno prescelto dalla sorte: nel mio giro di conoscenze o avevamo ottenuto i pettorali con i tempi, o con il tre più uno, o pagando e basta. Alla fine mi ero convinta che la Lottery non esistesse (almeno per i non americani) o meglio esistesse solo come modo per poter dire al NYRRC che eravamo stati bravi e ci eravamo meritati un pettorale gara.

Finchè ecco avviene l’incontro con un prescelto.

‘Vado a New York’.

‘Anch’io: ho vinto la Lottery’.

‘Con i tempi vuoi dire’.

‘Sono fermo da oltre tre mesi. Ora ricomincio; volevo tornare a New York ma il tour operator non aveva più pettorali gara così all’ultimo momento mi sono iscritto alla Lottery. Poi non ci ho più pensato tanto che quando il NYRRC si è preso la quota di partecipazione pensavo mi avessero clonato la carta di credito’.

‘Lucky you!’

venerdì 19 giugno 2009

COUNTDOWN


Mancano alcune manciate di minuti all'inizio del week end. Per molti sarà un super venerdì, ultimo giorno di lavoro prima delle sospirate ferie. Ah, non dimenticate le scarpe da corsa.
I luoghi di vacanza appaiono nettamente diversi se ci si corre attraverso; diventano così più nostri: si scoprono posti e percorsi impensati, si sodalizza con i locali, si testano gli strumenti di misurazione a nuove latitudini.
Per chi resta, un tuffo in piscina porta sempre comunque un'azione benefica.

martedì 16 giugno 2009

MUOVERE I PRIMI PASSI




Sono al via in questo che ambisce ad essere un JOURNAL di passioni: passioni radicate, passioni temporanee, passioni al limite con la mania, passioni istantanee. Avanti tutto la CORSA in tutte le sue espressioni istituzionali: track and field, road, trail. E tutto ciò che ruota attorno alla corsa, alle PERSONE da corsa, di corsa: sensazioni, successi, delusioni, viaggi, musica, style.
Un punto di vista altro, complementare e senza regole predefinite.