
Il dilemma si presenta ogni anno al termine di un ciclo di gare sostenute, a fine primavera o a inizio inverno, e la domanda è sempre la stessa e cioè se sia assennato fare una serie consecutiva di gare, magari sulla stessa distanza, ottenendo risultati cronometrici incolore e senza sfinirsi troppo o se invece non valga la pena adottare un piano di allenamento finalizzato ad una sola (max due) gara obiettivo, tirare alla morte ed abbassare sensibilmente i tempi.
Ci sono appuntamenti irrinunciabili per luogo, modalità e compagnia di svolgimento, manifestazioni che appagano lo spirito, gadget gara imperdibili, ma nei giorni successivi scorrendo le classifiche, inutile nasconderlo, ci brucia il fatto di non essere rientrati tra il primo diecipercento dei classifcati.